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Identità e narrazione · Lettura — N° 01

Il valore più potente che hai è probabilmente quello che non vuoi dire ad alta voce

Le aziende espongono in vetrina i valori che non spaventano nessuno, e nascondono quelli che le raccontano davvero. Ma non dirli non ti rende neutro: ti rende irrilevante.

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Lettura — N° 01 Identità e narrazione
Identità e narrazione

Conosco un’azienda — me l’ha raccontata un’amica, non è una mia cliente — che ha una psicoterapeuta disponibile per tutti i dipendenti. Una volta al mese, in azienda. Se vuoi, vai. Nessun obbligo, nessuna registrazione.

Una cosa concreta e reale, coraggiosa e sinonimo di grande attenzione al team, tenuta segretissima.

Perché?

Nel frattempo, sul sito di quella stessa azienda — o di mille aziende come lei — trovi scritto: qualità, tradizione, innovazione. Tre parole che non dicono niente su chi sei, cosa scegli, cosa ti sta a cuore davvero.

Ho passato anni a sentirmi dire le stesse cose. Qualità. Artigianalità. Eccellenza. Grazie al cazzo, verrebbe da dire. Ma soprattutto: e quindi?

La vetrina dei valori sbagliati

Hai presente quei negozi che espongono in vetrina i prodotti peggiori che hanno? Ecco. Molte aziende fanno la stessa cosa con i valori: mettono in primo piano quelli che non spaventano nessuno e tengono nel retrobottega quelli che raccontano davvero chi sono.

La psicoterapeuta in azienda. Gli assorbenti gratuiti nei bagni. La scelta di non lavorare con certi clienti per ragioni etiche. Pagare le tasse in Italia senza sedi legali a Malta o Dubai. Cose concrete, visibili, coraggiose. Nascoste.

Avere valori è fare politica

Ecco la cosa che nessuno vuole sentirsi dire: avere valori è fare politica.

Non nel senso dei partiti. Non nel senso delle ideologie.

Ogni scelta che fai come organizzazione è una posizione. Il prodotto che vendi, il prezzo che fai, le persone che porti nel team e quelle che decidi di escludere, come tratti chi lavora con te.

Politica non è una parola sporca. È la parola giusta.

Chi decide di mettere una psicoterapeuta a disposizione dei dipendenti sta dicendo qualcosa di preciso su come vede le persone, il lavoro, la responsabilità di chi guida un’organizzazione. Sta prendendo una posizione.

E la tiene segreta.

Hai presente quando dici una cosa importante sottovoce, quasi sperando che nessuno la senta? Ecco, è esattamente quello che fanno queste aziende. Hanno qualcosa di valore da dire e lo bisbigliano. O peggio, non lo dicono affatto.

Non dirlo non ti rende neutro. Ti rende irrilevante.

E soprattutto: ti fa perdere l’unica cosa che nessun concorrente può copiarti. Perché la qualità la può avere chiunque. I tuoi valori, no.

Quella psicoterapeuta mensile vale più di qualsiasi payoff scritto da un’agenzia.

Peccato che nessuno lo sappia.

Vuoi mettere ordine?

Parliamone.